La concattedrale di Sant'Antonio Abate a Castelsardo, con il campanile sul promontorio affacciato sul mare
Concattedrale di Sant'Antonio Abate, Castelsardo — foto: Gianni Careddu · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Castelsardo, a circa 29 km dall'appartamento (circa 35 minuti in auto), è conosciuta per il borgo arroccato sul promontorio e per l'arte dell'intreccio. Ma c'è un giorno dell'anno in cui il paese mostra il suo volto più profondo: il Lunissanti, il Lunedì Santo. Mentre in gran parte della Sardegna i riti pasquali più sentiti si concentrano negli ultimi giorni della settimana, a Castelsardo il momento più importante della Settimana Santa è proprio il lunedì, il giorno dei Misteri.

Una giornata che inizia prima dell'alba

Ogni anno il lunedì della Settimana Santa i confratelli della Confraternita dell'Oratorio di Santa Croce si ritrovano prima dell'alba nella chiesa di Santa Maria, nel centro storico, dove indossano l'abito e celebrano i primi riti. Da qui prende forma la processione, che passa dalla cattedrale di Sant'Antonio Abate e poi lascia il paese per raggiungere la chiesa romanica di Nostra Signora di Tergu, nel vicino paese di Tergu. Lì i Misteri vengono presentati alla Madonna, prima del ritorno a Castelsardo.

La data cambia ogni anno perché segue il calendario della Pasqua: il Lunissanti cade sempre tra marzo e aprile.

Gli Apostoli, i Misteri e i tre cori

La confraternita si divide in due gruppi. Gli Apostoli, in sardo Apostuli, indossano una tunica bianca stretta in vita e portano i Misteri, cioè i simboli della Passione di Cristo: tra questi il calice dell'Ultima Cena, la colonna della flagellazione, la corona, la croce, il martello e la tenaglia, la spugna e la lancia. Ogni oggetto ricorda un momento preciso del racconto evangelico, e vederli sfilare uno dopo l'altro è come leggere la Passione per immagini.

L'altro gruppo è quello dei cantori, divisi in tre cori che si alternano ai Misteri lungo il percorso: lu Miserere, lu Stabat e lu Jesu. Ogni coro è formato da quattro voci, chiamate bassu, contra, bogi e falzittu. Sono canti polifonici antichissimi, custoditi con cura dalla confraternita: ascoltarli dal vivo, tra le pietre del borgo, è un'esperienza che difficilmente si dimentica.

La sera: il borgo illuminato dalle fiaccole

Il momento più suggestivo arriva dopo il tramonto. Il centro storico di Castelsardo viene rischiarato soltanto dalle fiaccole: gli Apostoli, con le vesti bianche e il cappuccio a punta, sfilano accompagnati dai tre cori e dai Misteri lungo i vicoli in salita. Il silenzio del pubblico, rotto solo dai canti e dai passi, rende l'atmosfera raccolta e quasi sospesa nel tempo. La giornata si conclude con la messa.

Chi assiste per la prima volta resta colpito soprattutto dai contrasti: le vesti bianche che emergono dal buio, le voci che rimbalzano tra le pareti delle case, il passo lento del corteo. Non serve essere credenti per percepire l'intensità del momento: basta fermarsi a un angolo del vicolo e lasciarsi raggiungere dal canto.

Il Lunissanti è solo uno dei riti della Settimana Santa castellanese: nei giorni successivi si svolgono altre celebrazioni, tra cui la processione del Giovedì Santo. Chi ama le tradizioni può approfittarne per scoprire anche il resto del borgo, di cui parliamo nella guida a Castelsardo e al Castello dei Doria.

Consiglio pratico: il Lunissanti è prima di tutto un rito religioso. Mantenete il silenzio al passaggio della processione, non attraversate il corteo ed evitate il flash, soprattutto la sera. Il centro storico è in salita e pieno di gradini: servono scarpe comode. In primavera le serate sul promontorio possono essere fresche e ventose, quindi portate una giacca. Arrivate con anticipo, perché il borgo si riempie.

Come organizzarsi e dove informarsi

Da Isola Rossa si raggiunge Castelsardo seguendo la costa verso ovest, passando per Valledoria. Chi vuole vivere sia la mattina sia la sera può dividere la giornata: al mattino seguire l'uscita della processione, nel pomeriggio rientrare a riposare e tornare poi a Castelsardo per la processione notturna. La sera è il momento più suggestivo: conviene salire presto nel centro storico e scegliere con calma un punto dove sostare, magari lungo un vicolo meno affollato.

Programma, orari e percorso possono variare di anno in anno: prima di partire consultate i canali ufficiali della Confraternita di Santa Croce e del Comune di Castelsardo, che pubblicano il calendario completo della Settimana Santa. Per scoprire il borgo in un'altra stagione trovate anche la nostra scheda su Castelsardo.

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