Sassari, la seconda città della Sardegna, si trova a circa 56 km dall'appartamento, poco più di un'ora e dieci in auto. È una gita che vale sempre la pena, ma ci sono due momenti dell'anno in cui la città diventa il palcoscenico delle tradizioni sarde: la Cavalcata Sarda, in primavera, e la Discesa dei Candelieri, nel cuore dell'estate. Sono feste molto diverse tra loro, una laica e una religiosa, ma entrambe raccontano l'identità dell'isola.
La Cavalcata Sarda, la festa della bellezza
La Cavalcata Sarda si svolge di solito la penultima domenica di maggio. Gruppi provenienti da tanti paesi dell'isola sfilano per le vie di Sassari a piedi, a cavallo o sulle traccas, i carri tradizionali addobbati, ognuno con l'abito della propria comunità. È un'occasione unica per vedere, in poche ore, la varietà dei costumi tradizionali sardi: ricami, colori, tessuti e gioielli in filigrana cambiano da un paese all'altro e insieme compongono un vero museo all'aperto. Ogni gruppo porta con sé non solo un abito, ma anche musiche e modi di festeggiare diversi, che raccontano paesi di mare, di pianura e di montagna.
Le radici della manifestazione rimandano alle cavalcate organizzate in onore dei sovrani. La versione moderna nasce nel 1899, quando una sfilata in costume accolse a Sassari il re Umberto I e la regina Margherita; dagli anni Cinquanta del Novecento la Cavalcata si ripete ogni anno. A differenza di molte altre grandi feste sarde non ha carattere religioso: è una celebrazione della cultura dell'isola, tanto da essere chiamata anche la festa della bellezza.
Alla sfilata del mattino segue, nel pomeriggio, lo spettacolo dei cavalieri all'ippodromo, con acrobazie a cavallo, mentre la sera la festa continua con canti e balli tradizionali.
La Discesa dei Candelieri, il voto del 14 agosto
Ogni anno il 14 agosto, vigilia dell'Assunta, Sassari vive la sua festa più sentita: la Faradda di li Candareri, la Discesa dei Candelieri. I protagonisti sono i gremi, le antiche corporazioni di mestieri della città, che portano a spalla i candelieri: grandi colonne di legno che simboleggiano enormi ceri votivi, ornate di nastri colorati, fiori e bandiere.
La festa affonda le radici nel tardo Medioevo e ha assunto la forma attuale come voto alla Madonna Assunta, a cui la città attribuì la salvezza dalle epidemie di peste, in particolare quella del 1652. Il corteo parte da piazza Castello e scende lungo corso Vittorio Emanuele II fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem. Al ritmo dei tamburi, e per alcuni gremi anche del piffero, i candelieri non si limitano a sfilare: ondeggiano, girano su se stessi, cambiano direzione all'improvviso. Secondo la tradizione, più il candeliere è baddarinu, cioè ballerino, più l'anno sarà buono. Vedere una di queste colonne avanzare tra la folla, mentre i balconi del centro si riempiono di spettatori, è un'emozione che resta a lungo.
A metà percorso, davanti al Teatro Civico, il gremio dei Massai viene ricevuto dal sindaco per il tradizionale brindisi augurale, A zent'anni!. Dal 2013 la Faradda è Patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO, insieme ad altre grandi feste italiane delle macchine a spalla come la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, i Gigli di Nola e la Varia di Palmi.
Come organizzarsi
La Cavalcata cade in un periodo ideale per una vacanza di primavera a Isola Rossa, quando le giornate si allungano e le spiagge sono ancora tranquille. La Faradda, invece, si inserisce nel pieno dell'estate gallurese, tra una giornata di mare e le tante feste di paese che animano agosto. Per organizzare gli spostamenti trovate utili indicazioni nella guida su come muoversi nel nord Sardegna. Chi viaggia con bambini tenga presente che entrambe le feste comportano lunghe attese in piedi: meglio portare qualcosa da bere e da mangiare e prevedere qualche pausa all'ombra.
Date, programmi e percorsi vengono confermati ogni anno: prima di partire controllate i canali ufficiali del Comune di Sassari e, per i Candelieri, quelli dei gremi cittadini.
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